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Unione, Piendibene e Saladini riammessi con riserva

Il tavolo inizia a dettare le regole e le condizioni in vista delle amministrative. Ud e Il futuro è di chi cambia potranno far parte della coalizione solo se i due leader scenderanno personalmente in campo. Gli aspiranti sindaco sono quattro: Porro, Stella, Tosini e Flamini. Ma chi la spunterà non potrà creare liste proprie

   di FABIO MARUCCI

Saranno in quattro a contendersi nell’Unione la candidatura a sindaco. Nel corso della riunione fiume di ieri sera, i partiti del centro sinistra hanno infatti fissato una volta per tutte i nomi di Nicola Porro, Flaminia Tosini, Mario Flamini e la new entry, Rita Stella messo sul tavolo dalla Margherita. Nomi che, come concordato da tutti i partiti dell’Unione, non potranno subire ulteriori integrazioni ed anzi costituiranno la sola base di partenza per il confronto. Su proposta di Ambiente e Lavoro sono poi stati posti altri paletti. Primo tra tutti l’impossibilità per il candidato sindaco, chiunque esso sia, di creare una lista civica con il proprio nome. Anzi del candidato scelto dovrà necessariamente farsi carico il partito proponente, distinzione utile ai fine della suddivisione degli incarichi. Sarà inoltre necessario che non più tardi di una settimana dopo la designazione a rappresentante ufficiale dell’Unione il candidato presenti agli elettori almeno il 50% di quella che sarà la squadra di governo in caso di vittoria. Altro argomento caldo è stato poi quello dell’ammissione al tavolo delle liste civiche, sul quale non c’è ancora accordo nel centro sinistra. Dopo un lungo lavoro di mediazione si è però raggiunto una sorta di compromesso, in base al quale “Il futuro è di chi cambia” e la lista “Unione Democratica” potranno partecipare alle riunioni, a partire dalla prossima, fissata per lunedì sera nella sede dello Sdi, e potranno anche dire la loro sui nomi in campo, ma solo a patto che i rispettivi leader Gino Saladini e Marco Piendibene scendano in campo come capilista e si spendano in prima persona a sostegno del candidato scelto, chiunque esso sia. Restrizioni che però potrebbero anche essere interpretate come limitanti dai diretti interessati. Ad essere poco chiaro è però soprattutto il metodo attraverso il quale dalla rosa di quattro nomi si potrà arrivare ad una candidatura unica, argomento sul quale certamente si aprirà un braccio di ferro soprattutto dai partiti più grandi.

(17 Mar 2007 - Ore 13:10)

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