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Sicurezza, Pascucci sfida Salvini

Il primo cittadino di Cerveteri non attuerà la legge approvata dal Parlamento
Sul Municipio affissa la targa ‘‘Qui risiede un sindaco antifascista”

di TONI MORETTI

CERVETERI - E’ un gioco da ragazzi, per uno come Pascucci avere il pretesto di lanciare il guanto di sfida al ministro dei porti chiusi per non accogliere, che permette scorrerie di giovanotti armati di mazze che cacciano i vò cumprà dalle spiagge e che sgomberano i palazzi occupati per rendere l’Italia e gli Italiani più sicura, organizzargli un po’ di sindaci che non applicheranno il suo decreto sicurezza e sfidarlo a vederlo nella sua città, Cerveteri con una ruspa ed una felpa di Casapound, per stracciare la bandiera della pace.  
Che Alessio Pascucci sia un ragazzo nato con la camicia, i dubbi ormai sono pochi ad averli e che questa qualità è comunque supportata da uno straordinario intuito politico, lo dimostra il fatto del come sia riuscito, partendo dalla città di Cerveteri, a costruirsi una carriera politica veloce e tanto efficace da costringere i denigratori, che comunque ci sono sempre, a torto o a ragione, a dire con dubbi meriti, con cinismo e con un “Mare di bugie”.  Oggi, Alessio Pascucci è a capo di un movimento politico che si è esteso a livello nazionale, difficile da quantificare ma pronto a misurarsi e a lanciare la sfida ai partiti più radicati nello scenario politico. Si cerca le occasioni per far rimbalzare il suo movimento nel circuito mediatico nazionale, ma il suo essere nato con la camicia si vede quando le occasioni, e anche di una certa rilevanza, glie le servono, politici locali, magari di prima nomina, alla prima esperienza, che tirano su polemiche che fanno acqua nei contenuti e nel merito, come successo, se conditi dall’esaltazione evidente di chi il politico lo fa da tanto tempo ma viene inebriato dalla esaltazione tipica di chi viene all’improvviso raggiunto da un successo di consensi inspiegabile, improvviso ed inaspettato, il “regalo” è fatto. 
Si può ragionevolmente pensare  che una persona politicamente scaltra come Pascucci non avrebbe saputo gonfiare a suo vantaggio e del suo movimento, Italia in Comune, l’assist trasformatosi in autogol, del rappresentante locale di Casapound, movimento politico “borderline” sdoganato solo ultimamente da un certo Salvini che fascista non è ma che nei modi e nell’esaltazione gli si avvicina tanto?  Che Il sindaco che ha organizzato molti sindaci in movimento politico sui valori sanciti dalla Costituzione quali la libertà, e la pace, che ha fatto scrivere sulla porta del municipio: “Qui risiede un sindaco antifascista” e  che viene accusato dinnanzi al Prefetto di non rispettare il cerimoniale di stato perché espone sulla facciata del municipio la bandiera della pace, che non è ritenuta istituzionale anche se in un diverso pennone, secondo quanto indicato dallo stesso cerimoniale non prendesse la palla al balzo per ricordare ai ragazzotti muscolosi di Casapound ed a quel prefetto solerte nella missiva inviatagli  che il loro movimento occupa da 15 anni illegalmente uno stabile del demanio che deve essere sgomberato e lo chiede proprio a quel ministro che occupa il Viminale perché fascista non è ma ha degli atteggiamenti che assomigliano tanto?  
Si poteva pensare che Pascucci potesse preoccuparsi delle conseguenze legali annunciate dal ministro dell’Interno per i sindaci che non applicheranno il decreto sicurezza? 

(04 Gen 2019 - Ore 21:49)

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