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Porti, politici fuori dai comitati di gestione

Fortunato ora diventa incompatibile. Se la norma potrà essere applicata subito, Cozzolino sarà costretto a ricorrere a un bando pubblico. Oggi il Governo ha varato il correttivo alla riforma per cercare di porre fine ai dubbi e alle polemiche sui requisiti dei sindaci che si erano autodesignati o di chi, come a Civitavecchia, aveva poi nominato un consigliere comunale

CIVITAVECCHIA - Dopo aver dovuto attendere oltre 6 mesi per poter insediare il comitato di gestione, tra il parere Anac sulla nomina di Enrico Luciani da parte della Regione Lazio, i ‘‘silenzi’’ e le attese della sindaca Raggi per la nomina di Città Metropolitana, l’autodesignazione del sindaco Cozzolino ed infine la scelta del consigliere Francesco Fortunato, il presidente dell’AdSP Francesco di Majo potrebbe ritrovarsi con un cda portuale ‘‘monco’’.
Questa mattina, infatti, il Consiglio dei Ministri, proprio in seguito alle polemiche sorte circa le designazioni e autodesignazioni dei sindaci grillini di Livorno (Nogarin, che nel frattempo ha ottenuto una prima vittoria al Tar) e Civitavecchia (che a loro volta polemizzavano con altre scelte come avvenuto ad esempio a Trieste con l’autodesignazione della governatrice Serracchiani e del sindaco del capoluogo friulano Di Piazza) ha tagliato la testa al toro, dichiarando incompatibili con la carica di componente del comitato di gestione politici e pubblici amministratori, quindi anche sindaci e consiglieri comunali. Ora, però, bisognerà chiarire se la norma potrà essere applicata anche ai comitati di gestione appena insediati, oppure se varrà a partire dalle prossime nomine e designazioni. Le Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 169 del 2016 parlano infatti di «estensione ai membri del Comitato di gestione dell’Autorità delle disposizioni vigenti in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico». Bisognerà vedere se l’incompatibilità di sindaci e consiglieri potrà dunque essere fatta valere da subito.

Tra le altre cose, il decreto tiene conto del riparto di competenze costituzionale tra Stato e Regioni, prevedendo una nuova classificazione dei porti e creando una netta distinzione tra porti nazionali e porti regionali, con la conseguente ripartizione degli oneri relativi alle spese infrastrutturali. Inoltre, con la nuova classificazione è previsto che le funzioni dei porti non siano più predeterminate normativamente, ma stabilite dal piano regolatore portuale, al fine di rendere più snelle le modifiche di utilizzo delle aree portuali rispetto al mutare dei traffici commerciali. Il decreto prevede infine l’adeguamento delle funzioni del Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale in materia di governance del lavoro portuale.

(08 Set 2017 - Ore 20:26)

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