DOMENICA 24 Marzo 2019 - Aggiornato alle 21:45

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Parcheggio selvaggio alla Melone, Agresti bacchetta i genitori

Auto in sosta davanti all'istituto scolastico nella zona riservata alla sosta degli scuolabus

LADISPOLI - Il dirigente scolastico della Corrado Melone Riccardo Agresti torna a bacchettare i genitori. Dopo le ripetute denunce da parte del preside, infatti, c'è chi ancora non ha ben compreso dove sostare con la propria auto in attesa del suono della campanella. Auto in doppia fila, parcheggi riservati agli scuolabus occupati dalla sosta selvaggi delle auto di quei genitori che non vogliono percorrere e far percorrere nemmeno 100 metri a piedi ai propri figli. 
"Forse questi maleducati - ha tuonato Agresti - hanno comprato la patente e quindi non conoscono quali siano le regole democraticamente espresse da rispettare, quali, ad esempio, le minime norme del Codice della Strada quale vieta, ad esempio, anche solo la fermata sulla zona riservata ai bus". 

In fondo rispettare le regole, significa rispettare il prossimo. Cosa hanno voluto dire questi maleducati parcheggiando bellamente le proprie ripugnanti auto sulle strisce gialle, mentre gli altri hanno parcheggiato più lontano? Semplicemente quello che dicono i mafiosi, i camorristi o certi altri “onorevoli” padroni: “ io faccio quello che mi pare perché valgo più di te, tu rispetta tutte le regole, io sono al di sopra di te e di loro!”. Io non credo che i proprietari di queste disgustose auto parcheggiate sulle strisce gialle valgano più di me o di qualsiasi altra persona onesta, anzi ritengo questi atti vere e proprie offese alla mia persona ed una offesa a tutte le altre persone oneste.

"Tuttavia, come è possibile che queste bestie (ovviamente senza offesa per le bestie in quanto queste non sono civili e non hanno una società con delle regole democratiche da osservare per garantire il rispetto e la libertà di ciascuno) continuino a comportarsi in questo modo offendendoci tutti? Semplicemente grazie all’indifferenza generale di chi non ha il coraggio di parlare, di rimproverare, di segnalare oppure di chi si ritiene veramente inferiore a loro.

Per fortuna non tutti siamo vigliacchi e non tutti ci riteniamo inferiori a questi animali. Ecco di seguito due e-mail ricevute da un nostro papà.

<<Gentilissimo Preside Agresti,

è con sincero apprezzamento che riscontro il suo non certo isolato tentativo di attirare l'attenzione sul problema della inciviltà dimostrata da alcuni genitori nel parcheggiare l'auto in spazi dedicati a bus, scuolabus e mezzi attrezzati per disabili. In effetti, come avrà certamente osservato anche lei, tutte le volte che mi capita di portare o riprendere i figli da scuola questa situazione si ripete, quasi che tutti i genitori rispettosi (per fortuna ancora la maggioranza) non aspettassero che l'infelice atteggiamento di questi pigri maleducati, che anzi si pavoneggiano di superiore scaltrezza a discapito di tutti gli altri meno avvezzi alle regole di sopruso ("giustificate" dal sopravvivere).

Tuttavia, mi permetta, non è mettendo un vigile davanti alla scuola che si può risolvere il problema e provo a spiegare il perché. Ci sono fondamentalmente due ragioni:

1) la prima deriva da un'antica massima latina, chi controlla il controllore? Intendo, l'autorità da lei chiamata è la prima che andrebbe richiamata su queste regole, non solo perché ho avuto esperienza diretta di astensione dall'applicazione pur in presenza diretta di alcune infrazioni, ma anche perché conservo un registro fotografico del parcheggio dei loro veicoli privati (non di servizio) in violazione del CdS che sono in attesa di inviare al Sig. Sindaco;

2) la situazione di strutture quali piste ciclabili (per lo più assenti) e marciapiedi (di dimensioni e condizioni ridicoli) è imbarazzante per una città di queste dimensioni. Non fornire strutture adeguate alla cittadinanza fornisce un alibi perfetto per i pigri trasgressori di cui sopra.

Pertanto, nell'impossibilità di cambiare la mentalità in chi si considera già grande, ritengo che la spinta al cambiamento vada ricercata proprio laddove non ce l'aspettiamo, ossia in quei piccoli uomini e donne che le abbiamo affidato nella guida a diventare grandi anche con i fatti. Ritengo che insegnando e mostrando loro le regole civiche siano capaci velocemente non solo di applicarle, speriamo, meglio di noi in futuro, ma anche correggere il presente bacchettando i genitori, nonni, zii ecc. ogniqualvolta rilevino deviazioni.

Per fare un esempio pratico, se d'aiuto, ho sempre insegnato ai miei figli che la cintura di sicurezza ed il seggiolino in auto sono due importanti strumenti per la loro sicurezza (cosa che non di rado mi capita di vedere disattesa da queste parti) tanto che non hanno mai lamentato il doversene servire, ma anzi mi riprendono se non inserisco la mia cintura anche solo per spostare l'auto in parcheggio. :-).

Penso che il cambiamento nelle generazioni rovinate sia più difficile che in quelle piú pure, almeno fino a quando non avranno ricevuto il cattivo esempio.

Felice di discuterne, la ringrazio per non mollare mai.

Un caro saluto,>>

SEGUE

(04 Feb 2019 - Ore 08:34)

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