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Incenerimento dei rifiuti, l'analisi di Giovanni Ghirga

CIVITAVECCHIA - Il pediatra, e membro del comitato degli esperti di ISde Italia, Giovanni Ghirga interviene sulla valutazione parziale del danno causato dall’incenerimento dei rifiuti, inserendosi tecnicamente nel dibattito sul progetto di un termovalorizzatore tra Civitavecchia e Tarquinia. 

"Innanzi tutto, si parla di valutazione parziale perché per danni di particolare importanza quali quelli genetici, epigenetici e neuro comportamentali, una causa-effetto è molto difficile da determinare sia per il numero estremamente elevato di agenti chimici che ne potrebbero essere responsabili che per la loro possibile interferenza anche a dosi minime nel provocare una patologia. Rabl, Spadaro e Zougnaib, ricercatori della famosa Ecole des Mines di Parigi, hanno pubblicato sulla nota rivista internazionale, Waste Management & Research un articolo dal titolo “Impatti sull’ambiente e costi dello smaltimento dei rifiuti solidi: un paragone tra l’incenerimento dei rifiuti ed il loro smaltimento in discarica”.  Questo lavoro è diventato il punto di partenza per gli studi costi/benefici del trattamento dei rifiuti tramite inceneritori e discariche (doi.org/10.1177/0734242X07080755).

Lo studio, effettuato da autori di particolare rilievo ed esperienza internazionale, ha cercato di determinare i costi per la società, in termini economici, per tonnellata di rifiuti smaltiti attraverso le due metodologie prese in esame. Gli autori per la loro valutazione del danno hanno utilizzato tutta l’esperienza racchiusa nei risultati del progetto ExterneE della Commissione Europea. Negli ultimi 25 anni c’è stato un notevole progresso nell’analisi dei costi per i danni ambientali ed alla salute provocati dalle emissioni di inquinanti. Il progetto della Commissione Europea ExterneE (European Research Network) ha coinvolto 50 centri di ricerca in oltre 20 paesi e, attraverso studi di particolare rilievo scientifico quali lo “European Environment and Health Strategy”,  lo “Environmental Technologies Action Plan” ed il “Clean Air for Europe” (CAFÉ) programme, ha prodotto una metodologia che è diventata il metodo di riferimento per la valutazione del danno da inquinamento. Nello studio in esame gli autori francesi hanno rilevato che, se si escludono le spese per la produzione di gas serra quali la CO2, la CH4 e gli N2O, oltre il 95 % dei costi esterni è causato da danni alla salute, in particolare dalla mortalità. La morbilità, soprattutto la bronchite cronica, l’asma bronchiale, i giorni di lavoro persi, i ricoveri ospedalieri ecc., rappresentano circa un terzo dei costi del danno da polveri PM10, NOx ed SO2.

Secondo i risultati della ricerca, LA COMBUSTIONE DI UNA TONNELLATA DI RIFIUTI, IN TERMINI DI DANNI ALLA SALUTE ED ALL’AMBIENTE, POTREBBE ARRIVARE A COSTARE CIRCA 21.2 EURO.

Questi costi per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, possono scendere paradossalmente fino a 4.5 euro se compensati con il recupero di energia, calore e materiali. Tuttavia, il caro prezzo per la mortalità e la morbilità rimane invariato.

Oltre ai gravi danni dell’effetto serra, l’aumento della CO2, causando l’incremento sia della temperatura che del vapore acqueo, fa salire i livelli dell'ozono terrestre. Quest'ultimo compromette la funzionalità polmonare, irrita le vie respiratorie e sembra essere la chiave dell’aumento delle morti per cause cardiovascolari durante le ondate di calore (Occup Environ Med 2007).  

Ad ogni aumento di un grado Celsius di temperatura corrispondono circa 1000 decessi per inquinamento e 20 – 30 nuovi casi di cancro. Il 40 % di queste morti è causata dall'ozono, mentre il resto è probabilmente causato dalle polveri sottili che aumenterebbero in seguito alla capacità della CO2 di aumentarne la stabilità, l'umidità ed i feedback biogenici (Geophysical Research Letters, 2008).

Sempre secondo lo studio di Rabl, L’INCENERIMENTO ANNUO DI 400.000 TONNELLATE DI RIFIUTI POTREBBE, DI CONSEGUENZA, COMPORTARE UNA SPESA PER DANNI ALLA SALUTE ED ALL’AMBIENTE DI CIRCA OLTRE 8.000.000 DI EURO. DOPO 20 ANNI DI ATTIVITÀ, I COSTI POTREBBERO ESSERE PARI A 160.000.000 DI EURO. 

 L0 SMALTIMENTO DI UNA TONNELLATA DI RIFIUTI IN DISCARICA, IN TERMINI DI DANNI ALLA SALUTE ED ALL'AMBIENTE, ARRIVA INVECE A COSTARE 12.8 EURO.

Inoltre, inquinanti emessi dalla combustione dei rifiuti, quali metilmercurio, arsenico e piombo, anche in quantità ritenute non tossiche, sono responsabili di danni al sistema nervoso in via di sviluppo che si esprimono in patologie conclamate e sintomi sempre più diffusi quali il ritardo del linguaggio la riduzione del quoziente intellettivo, disturbi dell’attenzione, fini turbe della coordinazione motoria e modifiche del comportamento (aggressività) che hanno spinto  alcuni ricercatori della Harvard School of Public Health a lanciare l’allarme circa una “Pandemia Silenziosa” che sta lentamente minando la salute e il futuro dei nostri figli. E’ quasi superfluo sottolineare che a fronte di simili rischi, concernenti le generazioni future, qualsiasi valutazione di tipo energetico o economico DEVE passare in secondo piano (Lancet, Granjeau) (Sci Tot Environment, Ghirga). Adesso che, anche se in modo parziale, si può scientificamente valutare anche il danno causato dalla combustione dei rifiuti, a fronte di valide alternative che non provocano impatti sanitari ma che, anzi, possono creare numerosi, nuovi posti di lavoro, la popolazione deve iniziare ad intraprendere percorsi legali che abbiano come scopo anche la richiesta di risarcimento del danno".  

(09 Ago 2019 - Ore 15:47)

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