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Cerveteri chiama ma il Pd non batte il colpo

Alla conferenza stampa indetta ieri mattina emerge la diaspora tra il circolo locale e la dirigenza provinciale e regionale. Il pretesto le parole di Pascucci dette a Modena ma il conforto richiesto da Marini non è arrivato tanto che medita le dimissioni  

di TONI MORETTI

CERVETERI - E’ sabato mattina, sono le 11 quando raggiungiamo viale Manzoni e ci avviciniamo lentamente alla sede del circolo locale del Partito Democratico dove è si dovrà tenere una annunciata conferenza stampa voluta fortemente dal “segretario di circolo” Maurizio Falconi e dal capo gruppo in consiglio comunale Juri Marini. L’occasione dovrebbe essere fare il punto e commentare e dibattere sulle dichiarazioni ritenute offensive per la dignità del singolo e del partito, rilasciate dal sindaco Alessio Pascucci alla festa dell’Unità di Modena e riportate da un quotidiano on line locale modenese. (agg. 09/09 ore 10.16) segue

LE PAROLE DI PASCUCCI. Viene riportato che Pascucci in un dibattito a due col sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli parlando del Partito Democratico della sua città, avrebbe affermato : «Il Pd del mio paese è un partito di indagati» ed avrebbe successivamente aggiunto: «Per non parlare poi del partito in tutto il Lazio».  Immediate le reazioni di Falconi e Marini. Il primo con un comunicato dove si sottolinea il modo “becero” col quale il sindaco si esprima nei confronti del partito che «gli ha chiuso la porta in faccia ad ogni suo tentativo di ingresso», il secondo divulgando su Facebook un videomessaggio dove mostra i suoi certificati del casellario giudiziale perfettamente “intonsi” e dove lancia la provocazione a Pascucci che sia lui a fare lo stesso, facendo intendere che probabilmente chi è ad avere qualche problema con la giustizia è proprio lui. Con grande stupore, si registra invece l’assoluta mancanza di prese di posizione di ogni genere dai vertici provinciali e regionali del partito ai quali sia Falconi che Marini hanno chiesto sostegno e sollecitato solidarietà  E su questo insiste Marini presentando e spiegando il motivo della conferenza stampa, a dire il vero disertata dalla stampa locale, il nostro giornale era l’unico presente, e dove si notava l’ingombrante assenza di un qualsivoglia esponente istituzionale fosse esso un parlamentare, un consigliere regionale o un dirigente di partito del provinciale o del regionale. (agg. 09/09 ore 11)

LA REPLICA DI MARINI. Con molta onestà intellettuale, Juri Marini stigmatizza l’emarginazione che questi atteggiamenti fanno vivere al partito. Si prende atto che anche in questa occasione, come durante la campagna elettorale ultima per le amministrative, sia stato lasciato come il Samurai che da solo sferra fendenti contro chiunque attenta al partito, ai suoi valori, alla sua bandiera, ma l’ibridità dei comportamenti di chi dovrebbe sorreggerlo ne producono l’effetto di un “cane che abbaia alla luna”, tanto che annuncia ai pochi presenti che chiederà al “segretario” di indire una assemblea nella quale dibattere e decidere insieme delle misure tra le quali non ha escluse le sue dimissioni dal consiglio comunale. Forse l’istinto sviluppato in anni di militanza, non tradisce la “pasionaria” Vittoria Marini, che tenendo in mano come una reliquia un messaggio sul telefonino di Marco Vincenzi che esprime una quasi solidarietà, (ma in privato?), intuisce che tale atteggiamento dei vertici volga a creare le condizioni per il reintegro di coloro che continua a chiamare traditori, minacciando in tal caso di incatenarsi alla porta. Rocco Maugliani segretario provinciale infatti, sentito  al telefono a riguardo dice: «Il partito è commissariato e la prossima settimana il commissario porterà a Cerveteri una nuova fase del circolo in linea con le nuove linee e aprirà la fase del nuovo congresso». E Roberto Baccani, il commissario nominato a suo tempo, ma fino adesso mai intervenuto, dice: «Dell’iniziativa di Juri Marini sono venuto a conoscenza attraverso dei colloqui verbali ma non mi è arrivato nessun invito ufficiale, acclarando la volontà di non voler riconoscere il commissario, quindi a che titolo venivo? Vorrei che capissero a Cerveteri che una fase nuova che punti al recupero non lascia spazio a beghe ritorsioni che sono soltanto di carattere personale». (agg. 09/09 ore 11.30)

(09 Set 2018 - Ore 10:16)

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