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«Bergamo è avvolta nel silenzio, si sentono solo ambulanze e campane che suonano a morto»

La testimonianza choc del tolfetano Massimo Testa: «I forni crematori sono esauriti. I cinesi ci dicono che dobbiamo smetterla di uscire di casa»
 

TOLFA - Mentre tutto il paese è in ansia per le condizioni del primo contagiato da coronavirus che attualmente e' in terapia intensiva allo Spallanzani, il tolfetano Massimo Testa, residente a Cenate Sopra, racconta la sua vita in questo mese di trincea in Lombardia. 
Massimo è un un imprenditore che lavora a Bergamo e che sta vivendo come tutti i lombardi giorni durissimi. Con voce sommessa e triste Massimo racconta: «Lì a Tolfa e da voi non avete la percezione della situazione serissima che stiamo vivendo,  ancora non l'avete capita. Qui è veramente una guerra con tanti morti ogni giorno. Per farvi capire l'entitá del problema vi dico solo che L'Eco di Bergamo (giornale di tutta la provincia di Bergamo) mette dai 5 ai 6 annunci mortuari al giorno, in pochi giorni siamo passati invece a 70-80 annunci di morti, tanto che di questo fenomeno se ne è occupato anche il Washington Post. La cosa spaventosa è che non avete compreso che se uno si ammala da quel momento in poi non può più vedere i suoi cari, viene portato in terapia intensiva e da lì una volta al giorno (se è possibile) i medici avvisano le famiglie, se il paziente muore, automaticamente viene portato nel forno crematorio e il parente può solo avere l'urna alla fine. Questo virus toglie alle persone il diritto di morire fra i propri cari e ai parenti di piangere i propri cari. 
I nostri forni crematori lavorano 24 ore al giorno e, nonostante ciò, non riescono a smaltire tutte le salme; proprio in questi giorni è stato necessario l'intervento di 70 camionette militari per portare via le bare per essere cremate; non si può descrivere il dolore e la paura che si provano vedendo sfilare quelle 70 camionette: non si può non rabbrividire di fronte a tante morti. I funerali sono vietati, si suonano solo le campane a morto. 
Qui noi non usciamo, la gente è consapevole di quello che stiamo vivendo e rispettiamo le disposizioni. Gli ospedali stanno scoppiando: all'inizio anch'io, come un po' tutti, ho preso sottogamba questa malattia, poi tutti ci siamo accorti che non è una semplice influenza. È una situazione davvero tragica. Prima si diceva che era pericolosa solo per gli anziani, invece non è vero: si ammalano e muoiono anche i giovani. Ho visto morire giovani sanissimi in pochi giorni. Noi quassù siamo barricati a casa, evitiamo qualsiasi contatto anche con parenti e genitori. Il clima e pesante, c'è una cappa di paura e di dolore: qui i paesi sono un po' tutti uniti e dove prima c'era vita e rumore oggi c'è un silenzio assurdo. Le nostre città sono vuote e senza nessuno, senza rumori, sentiamo solo le campane che continuano a suonare a morto e le sirene, tante sirene.
 Il clima è surreale sembra di stare in un film di paura. È allucinante e straziante. In questi giorni poi sono provato perché sono deceduti due giovani postini del posto. Ciò ha sconvolto tutti e ci ha fatto riflettere. Qui portano la spesa a domicilio e la paura fa stare a casa. Bisogna assolutamente stare a casa, portare mascherine e guanti, occorre lavarsi le mani e igienizzare tutto anche i prodotti che ci portano dei supermercati. Occorre la massima attenzione. Qui da noi molti medici si sono ammalati, molti sono morti e non vi dico il personale infermieristico in che condizioni lavorative e quanti di loro stanno male.
L'ospedale di Bergamo è al collasso: non c'è più nessun posto in terapia intensiva, ne ventilatori polmonari, ne lettini. Stanno allestendo l'ospedale da campo alla Fiera ma ora c'è carenza di personale medico e paramedico. 
Da quanto ci dicono sembra sia in arrivo un'altra delegazione di medici e infermieri dalla Cina. Ho sentito alcuni fornitori cinesi che mi hanno detto che qui in Italia non chiudiamo tutto non fermeremo questa pandemia. Ho tre nipotini e sentendoli al cellulare la cosa che mi stupisce è che sono perfettamente a conoscenza di questa situazione: ormai da più di un mese sono a casa, sanno che devono stare a casa, non chiedono di uscire o di andare dagli amichetti. Ci stanno dando un'energia bestiale. Si soffre nel non poter vedere parenti, genitori e amici, ma la vita e il rispetto per la salute di tutti sono più importanti". 
©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

(21 Mar 2020 - Ore 05:30)

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