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Arsial interviene a salvaguardia di Torre Flavia

Nei giorni scorsi in accordo con l’ente gestore affidati i lavori per la realizzazione di una staccionata in legno. Allo studio interventi di manutenzione della viabilità interna per garantire al meglio l’accesso dei visitatori alla zona lacustre  

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI - L’Arsial, che detiene la proprietà di Torre Flavia fin dai tempi della riforma agraria degli anni ’50, ha avviato nei giorni scorsi in accordo con l’ente gestore alcuni interventi a salvaguardia dell’integrità dell’area, per assicurarne una fruizione sostenibile. 
Così, comunica l’Arsial in una nota: «nell’area più direttamente interessata alla fruizione balneare estiva, sono stati affidati i lavori per la realizzazione di una staccionata in legno con l’obiettivo di impedire il parcheggio selvaggio su un’ampia area retrodunale, che potrà così essere riconquistata dal suo habitat naturale. Nel frattempo, sono allo studio alcuni interventi di manutenzione della viabilità interna per poter garantire al meglio l’accesso dei visitatori alla zona lacustre, finalizzato prevalentemente all’avvistamento dell’avifauna presente».
Come è noto la Palude di Torre Flavia fu riconosciuta dalla Regione monumento naturale nel 1997 e affidata alla gestione della Provincia, oggi Città Metropolitana di Roma Capitale. Il Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, che si estende per 48 ettari lungo il litorale tra i comuni di Cerveteri e Ladispoli si evidenzia che: «E’ un lembo di territorio estremamente prezioso e altrettanto fragile, assediato dalla speculazione edilizia del litorale romano e dalla pressione antropica, ma anche segnato in alcuni tratti da un utilizzo agricolo intensivo che ne ha seriamente messo in pericolo negli anni più recenti il ricco patrimonio di biodiversità esistente. Si tratta in particolare di un habitat ideale atto ad offrire rifugio e protezione all’avifauna stanziale e migratoria, tanto che da tempo è stata individuata come zona di protezione speciale».
«Il riconoscimento dello status di ‘monumento naturale’ – sottolinea l’Arsial -  non è stato sufficiente tuttavia a sottrarre stabilmente l’area in questione ai rischi derivanti da una fruizione non regolamentata del territorio interessato, sottoposto in particolare all’assalto dei bagnanti durante la stagione estiva e oggetto nel tempo di svariati tentativi, più o meno riusciti, finalizzati alla realizzazione di opere abusive Stante questa situazione -si conclude - l’Agenzia ha ritenuto opportuno avviare un confronto con l’ente di gestione, al fine di mettere in campo le misure necessarie affinché assieme alla fruizione diffusa dell’area si assicuri comunque un uso sostenibile della stessa, salvaguardandone in primo luogo la destinazione d’uso».

(20 Gen 2019 - Ore 09:30)

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