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''All’Università  Agraria atti illegittimi e pasticci''

L’INTERVENTO . Netta presa di posizione di ‘‘Tolfa cambia’’

TOLFA - «Elezioni per il rinnovo dell’Università Agraria di Tolfa: atti illegittimi e pasticci pericolosi». Comincia così la nota del gruppo consiliare di opposizione ‘’Tolfa Cambia’’ che denuncia l’Agraria di Tolfa «perché continua a governare anche se il mandato è scaduto».  I consiglieri Mario Curi, Sharon Carminelli e Ramona Vittori sottolineano che: «La nuova legge sui beni ed i soggetti gestori dei beni di uso civico ha introdotto importanti novità per la gestione delle Università Agrarie, stabilendone una personalità giuridica di tipo privatistico e tracciando i nuovi percorsi per le trasformazioni che ogni Ente dovrà approvare ed applicare. L’articolo 3 comma 7 dispone che ‘’entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le Regioni esercitano le competenze ad esse attribuite. Decorso tale termine, ai relativi adempimenti provvedono con atti propri gli Enti esponenziali delle collettività titolari, ciascuno per il proprio territorio di competenza. I provvedimenti degli Enti esponenziali adottati ai sensi del presente comma sono resi esecutivi con deliberazione delle Giunte regionali. Considerato che la Regione Lazio, pur non avendo ancora emanato la normativa prevista ha assunto atti specifici riguardo allo svolgimento delle elezioni per il rinnovo degli organismi di rappresentanza delle Università Agrarie ed in particolare ha approvato varie leggi con le quali si stabilisce che ‘’gli organi amministrativi scaduti devono essere rinnovati obbligatoriamente entro il termine di quarantacinque giorni dalla scadenza del termine di durata per ciascuno di essi previsto dalla legge. In tale periodo gli organi scaduti possono adottare solo gli atti urgenti e indifferibili, con indicazione specifica dei motivi di urgenza e indifferibilità. Decorso il termine senza che si sia proceduto al rinnovo, gli organi amministrativi decadono’’. La gestione amministrativa dell’Agraria di Tolfa ha avuto la sua scadenza quinquennale il 21 ottobre 2018; il periodo di giorni 45 previsto dalla legge regionale 12 del 93 è scaduto il 5 dicembre 2018 senza che l’attuale amministrazione dell’Agraria abbia provveduto ad indire nuove elezioni». Curi, Carminelli e Vittori denunciano poi: «L’amministrazione decaduta ha pensato bene di continuare come se niente fosse a governare l’Ente ben sapendo che tutti gli atti adottati potranno essere oggetto di ricorso per palese nullità degli stessi in quanto deliberati da organismi decaduti. Ma non solo: non soddisfatti di essersi accaparrati 8 mesi di stipendi oltre il lecito consentito hanno avuto la brillantissima idea di modificare radicalmente le regole dello Statuto dell’Ente prima, delibera di settembre 2018, inserendo una regola retroattiva di 5 anni di residenza a Tolfa per avere la qualifica di utente, poi, delibere del 29 aprile 2019, modificando le modalità di svolgimento delle elezioni e la determinazione dell’elettorato attivo e passivo (chi può votare e chi può essere eletto), in palese violazione delle previsioni dello statuto vigente. Il tutto senza minimamente tenere in considerazione la legge 168/2017 che prevede esplicitamente che le eventuali modifiche statutarie devono essere rese esecutive con deliberazioni della Giunta regionale». Secondo i consiglieri firmatari della nota: «Le nuove regole non sono assolutamente applicabili per due motivi: la procedura non corretta (o meglio volutamente evitata) presso la Regione Lazio ed il fatto che il Consiglio d’Amministrazione è decaduto dal 5 dicembre 2018. In questo contesto, per non farsi mancare niente, hanno ritenuto di dover confermare gli aumenti esagerati dei canoni terreni degli utenti, già inseriti in una precedente delibera del 2017, a dimostrazione di una gestione fallimentare caratterizzata da servizi zero e aumento canoni ai Tolfetani. Il tutto mentre l’Ente versa in uno stato di totale abbandono ed inefficienza. Ora speriamo che le autorità competenti mettano fine a questa telenovela infinita mettendo in condizione i cittadini di scegliere nuove e migliori persone (possibilmente tolfetani) da mettere alla dirigenza di un Ente che per la sua storia secolare legata alla vita delle nostre famiglie non merita una così misera situazione».  

(17 May 2019 - Ore 10:25)

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