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Aldo De Marco: "Il voto al Pdl consentirà al Paese di rialzarsi"

Il nuovo soggetto politico chiederà presto una riunione di maggioranza per fare il punto sul programma realizzato e per accentuare la visibilità degli elementi appartenenti al gruppo

CIVITAVECCHIA - Ho aspettato qualche giorno prima di esternare alcune riflessioni sul voto del 13 e 14 aprile perché sentivo la necessità di riprendermi da una sbornia elettorale che aveva visto premiato il Popolo delle Libertà in maniera così forte e chiara . La necessità che mi imponeva di riflettere era quella di analizzare a caldo il dato così importante e che poteva essere suscettibile, a ragione, di facili entusiasmi. Però da qualunque lato lo si voglia vedere non c’è ombra di dubbio che sia stato un voto di carattere storico per il Paese. Per la prima volta gli italiani hanno deciso di decidere, scusatemi il gioco di parole, per una maggioranza chiara ed inequivocabile concedendo al Presidente Berlusconi fiducia numerica in entrambi i rami del Parlamento. Di storico c’è che vengono cancellate con un colpo di spugna tutta la serie di aberrazioni politiche che avevano portato al proliferare di partiti e partiti e dell’esorbitare dei costi della politica in maniera esponenziale allontanando la gente dalla politica stessa . Il vincitore di queste elezioni ha un nome altrettanto chiaro ed inequivoco e si tratta del Presidente Silvio Berlusconi . Ha centrato tutte le previsioni sciogliendo Forza Italia (sia pure mantenendola in vita come struttura politica fino al congresso di Ottobre ) per creare il contenitore chiamato Popolo delle Libertà, ha puntato sulla legge elettorale in vigore scatenando nel Paese ridde di oppositori e di Cassandre che dicevano che non sarebbe cambiato nulla. Invece tutto è cambiato perché Berlusconi ha puntato sugli italiani e gli italiani lo hanno premiato. Il nuovo che viene da un uomo di 72 anni è quello di uscire dai formalismi della politica per rivolgersi direttamente alla gente a cui è diretto il messaggio scompaginando il clichè della politica per rivolgersi con messaggi nuovi ed innovativi che fanno presa e soprattutto rispondono al sentire comune del popolo. Ha mandato a casa una classe politica piena di privilegi con più legislature alle spalle che aveva formato la cosìdetta casta da cui l’omonimo libro “degli Intoccabili”. Questa deve essere una Legislatura costituente che faccia le scelte necessarie per l’economia e per le istituzioni politiche e costituzionali fornendo al paese il carburante necessario per riprendere la corsa. Diceva il Presidente: “La Sinistra ha messo in ginocchio l’Italia, Italia Rialzati”; con il voto del 13 e 14 il Paese si è rialzato, ma è ora che cominci a correre. Un invito agli avversari politici è quello di camminare insieme sulla strada delle riforme e nel momento in cui c’è necessità di salvaguardare l’interesse comune. Per la prima volta la Sinistra storica non è rappresentata in Parlamento. In questo dato storico c’è anche l’elemento significativo che per la prima volta si è riusciti a fare breccia nell’elettorato della sinistra, nel voto operaio e in quello delle fasce più deboli che hanno visto disattesi e vituperati i valori in cui credevano, dal governo Prodi – Schioppa.Due parole anche sul voto locale; esso conferma il trend nazionale, il nostro candidato Enrico Zappacosta, ha la possibilità di essere eletto soprattutto, e ne sono convinto, qualora al ballottaggio vincesse Antoniozzi. Per questo abbiamo cominciato a sostenerli già da martedì mattina e lo faremo fino al giorno dello svolgimento del ballottaggio con tutte le nostre forze e tutti nella stessa direzione. Non c’è dubbio, il Popolo della Libertà è stato investito da un grande successo popolare e si candida a gestire la città in maniera più forte ed incisiva; a questo proposito chiederemo una riunione di maggioranza per fare il punto sul programma realizzato per accentuare la visibilità dei nostri elementi e soprattutto per far correre la città insieme al paese. Questo voto oltre ai grandi onori che ci ha conferito, ci sottopone degli oneri altrettanto importanti e difficili, questa volta non abbiamo alibi, bisogna cambiare il Paese, farlo rialzare e farlo integrare sempre più a quella Europa sempre richiamata ma sempre più lontana da quei livelli di vita presenti in quei paesi.

(21 Apr 2008 - Ore 16:05)

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